Non si sentiva il bisogno di un intervento del Ministro degli Interni per incoraggiare i pirati a svolgere la loro attività che in un solo anno ha provocato alle industrie creative una perdita di 185.000 posti di lavoro.
Confindustria Cultura Italia, a nome delle imprese, degli autori, degli artisti e dei lavoratori della musica, del cinema, dell´audiovisivo, dell´editoria libraria e periodica specializzata, dei videogiochi, del videonoleggio, messi in profonda crisi dalla pirateria, ricorda che il peer-to-peer non è illecito di per sé, ma lo diventa se oggetto di condivisione sono opere protette dal diritto d´autore copiate illegalmente, e quindi altrettanto illegalmente condivise.
Sarebbe dunque opportuno che il livello di dichiarazioni pubbliche, soprattutto se vengono da uomini delle istituzioni, superasse la superficialità dell´aspetto ludico della vicenda e approfondisse le implicazioni economiche e sociali di un via libera allo spensierato furto collettivo.
Confindustria Cultura Italia appoggia questo impegno e accanto ad essa si schierano FAPAV, FPM, AIDRO, che da anni lavorano sul campo per la formazione e il contrasto di tutte le forme di pirateria.
Fonte:
http://www.newsic.it/news/body_news.php?id=27500